Dalla visione lampo allo shooting fotografico

6 mesi per dare nuova vita a una casa nel cuore di Intra…

E alla fine il cantiere dice la verità: quando progetto, tempi, imprese e scelte stanno insieme, anche pochi metri quadrati possono diventare una casa completa e un investimento di sicuro successo.

Ci sono cantieri che iniziano con una telefonata, una visione rapida, quasi istintiva: entrare, capire il potenziale, verificare se la documentazione fosse in ordine e formulare un’offerta lampo… UNA SETTIMANA DI PASSIONE.

Prima la verifica tecnica e documentale, poi l’atto notarile del 30 dicembre 2025 e infine l’avvio dei lavori nei primi giorni del 2026. Il completamento è arrivato a metà giugno, con la posa della cucina e gli ultimi arredi: sei mesi scarsi, dentro un edificio storico, in centro a Intra, con tutte le complessità che un intervento di questo tipo porta con sé.


Non serviva stravolgere tutto, serviva intervenire bene: e noi siamo esperti in questo.

Il risultato è una soluzione compatta eorganizzata con precisione: living, cucina, bagno, camera matrimoniale e camera singola. Ogni ambiente è stato pensato senza sprecare centimetri e senza perdere carattere. Perché nei centri storici il rischio è sempre lo stesso: cancellare l’anima degli spazi nel tentativo di renderli nuovi.

Siamo nel cuore di Intra-Verbania, nelCondominio dell’Orologio, dentro un contesto urbano vivo, stratificato, affacciato sulla città e sul lago. Dalle finestre si apre un rapporto diretto con il paesaggio: lo scorcio verso il vecchio imbarcadero, il Lago Maggiore, Laveno sulla sponda Lombarda, di fronte proprio a Intra. Una vista che entra in casa senza bisogno di essere urlata.

Gli interventi sono stati mirati, ma completi. Gli impianti sono stati rifatti per garantire efficienza, controllo e comfort: elettrico, illuminazione, prese, comandi, gestione smart, climatizzazione in pompa di calore aria-aria. Una casa storica con un funzionamento contemporaneo.

Perché il fascino non basta: una casa deve consumare poco, essere pratica, rispondere bene all’uso quotidiano.

Nel living il protagonista è il soffitto ligneo storico, recuperato e riportato al centro della scena. Le travi e l’assito raccontano il tempo dell’edificio, ma oggi dialogano con un impianto illuminotecnico studiato, con sospensioni materiche, luce puntuale e tagli moderni. Il contrasto funziona perché non è forzato: legno antico, pareti chiare, arredi colorati, oggetti scelti con misura.

Il divano giallo diventa il cuore della zona giorno: deciso, luminoso, quasi solare. Non è un semplice elemento d’arredo, ma il pezzo che cambia il tono della stanza. Accanto, il tavolo recuperato e le sedie color corallo costruiscono una zona pranzo conviviale, fresca. La grande tela “FIUR” firmata Thomas Berra, la bici appesa, le lampade differenti, i piccoli oggetti: tutto partecipa a un racconto domestico volutamente imperfetto, caldo, abitabile.

La cucina è compatta e tecnica. Piano effetto pietra, basi chiare, nicchie in legno, lavello tondo, piano induzione, prese integrate e una piccola penisola/break per colazioni, pasti veloci e momenti più informali. È una cucina pensata per usare bene lo spazio. Pochi elementi, ben disposti.

Anche il bagno lavora sul dettaglio: rivestimenti chiari e materici, mobile cannettato bianco, lavabo color terracotta, rubinetteria bianca a parete, specchio tondo sospeso. Una scelta morbida ma precisa, dove il colore arriva senza appesantire. La doccia è essenziale, con vetro trasparente e rivestimento continuo: pulita, luminosa, concreta.

Nelle camere abbiamo cercato comfort e identità. La matrimoniale è calma, chiara, con il parquet recuperato a terra e arredi semplici. La singola, invece, sceglie il colore senza timidezza: una stanza arancione, viva, quasi grafica, che dimostra come anche un ambiente piccolo possa avere carattere senza diventare confuso.

Un capitolo importante è stato il recupero del parquet. La lamatura ha restituito continuità e luce ai pavimenti, mantenendo il valore della materia originaria. Lo stesso vale per porte e serramenti interni, recuperati e verniciati, per non trasformare una casa storica in un appartamento qualsiasi.

Questo è stato il senso di Cà Intra dall’inizio alla fine: togliere il superfluo, valorizzare ciò che meritava di restare, inserire ciò che serviva per abitare meglio.

Lo shooting fotografico, ben curato da MAF STUDIO, chiude il giornale di cantiere, ma soprattutto restituisce il risultato vero: una casa storica ma adatta alle esigenze di oggi, pronta per essere vissuta, raccontata e mostrata. Una piccola abitazione nel centro storico di Verbania Intra che oggi funziona, accoglie e guarda il lago.

19/06/2026

116 giorni lavorativi, 6 imprese, 42 sopralluoghi…

CA INTRA E’ PRONTA!

Un APT compatto, caldo, efficiente, con una forte identità. Un intervento dove recupero, arredo, tecnologia e misura progettuale hanno sempre dialogato e continueranno e farlo…

Iniziato il 3 gennaio 2026 e concluso il 19 giugno 2026 con la posa della cucina: questa la vita del cantiere Cà Intra.
A rendere possibile questo risultato sono state 6 imprese coinvolte e 42 sopralluoghi nostri, distribuiti lungo tutte le fasi del cantiere.

Numeri che raccontano il vero lavoro che sta dietro: coordinamento, presenza, controllo delle sequenze, verifica dei dettagli, dialogo continuo tra progetto, imprese e arredi.

Ma vediamo i dettagli…

La cucina è stata pensata come uno spazio compatto, funzionale e preciso: colonne tecniche, piano di lavoro che corre lungo la parete con lavello, piano cottura a induzione e superfici continue, il piccolo break diventa il luogo dei pasti veloci, del caffè al volo, ma anche dei momenti più conviviali.

Il grigio delle basi dialoga con il piano effetto pietra, costruendo un’immagine sobria, pulita, contemporanea.

Nel living il protagonista è il grande divano centrale: ampio, morbido, materico, rivestito in tessuto giallo senape. Una scelta decisa e luminosa: scalda l’ambiente e dialoga con i soffitti lignei recuperati.

Il tavolo in legno completa la zona pranzo con una presenza artigianale. Le sedute color ruggine aggiungono ritmo, mentre la grande tela (di cui abbiamo già parlato nel precedente intervento) diventa fondale scenografico dell’ambiente: perfetto per un ambiente sulla riva del Lago Maggiore.

Anche la consolle con TV trova la sua posizione definitiva, sotto la libreria in quota ricavata nei cartongessi. Qui il progetto tiene insieme estetica e funzione: la macchina di climatizzazione è integrata nel disegno architettonico, le luci accompagnano gli usi quotidiani, gli elementi tecnici restano presenti ma ordinati.

La parte impiantistica è stata completata con connessioni smart per prese e luci, pensate per aumentare comfort, controllo ed efficienza. Gestire accensioni, carichi e scenari luminosi permette alla casa di consumare meglio e adattarsi alle abitudini di chi la vivrà.

15/06/2026

PROVE DI ARREDO!!!

Gli spazi iniziano finalmente a raccontare il modo in cui verranno vissuti…

La bicicletta appesa a parete aggiunge un segno personale e urbano. È arredo, memoria e funzione allo stesso tempo: libera spazio a terra, anima la parete e trasforma un oggetto quotidiano in elemento scenografico. In una casa storica, questo contrasto funziona proprio perché resta leggero, misurato, autentico.

Nella zona giorno è stato collocato il tavolo da sei posti: un elemento importante, volutamente materico, con piano in legno chiaro e gambe tornite. E’ un pezzo con carattere, capace di dialogare con il parquet, con le travi originarie in legno e con l’atmosfera storica dell’appartamento. Le sedute “ruggine” introducono una nota calda e contemporanea, senza appesantire l’ambiente.

La grande tela, FIUR di Thomas Berra, per ora solo appoggiata alla parete, attende la nuova cornice. Anche questa è una prova utile: serve a capire scala, presenza e forza cromatica all’interno della stanza. In un ambiente dalle pareti neutre, dal pavimento chiaro e dal soffitto in legno recuperato, l’opera diventa un punto visivo forte, quasi una quinta scenografica.

All’ingresso è stata posizionata la consolle che accoglierà la TV. Anche qui la scelta non è solo estetica: il mobile permette di testare la profondità, la posizione rispetto ai passaggi e il rapporto con la parete. L’obiettivo è evitare arredi ingombranti e mantenere lo spazio fluido, ordinato, utile.

Nelle camere sono stati inseriti i primi mobili: letto contenitore, armadiature e complementi.

Queste prove servono a una cosa concreta: capire se le scelte funzionano davvero. Un mobile può essere bello, ma deve anche lasciare passaggio, contenere, proporzionarsi alla stanza, dialogare con la luce naturale e con gli elementi già presenti.

Qui il progetto sta cercando proprio questo equilibrio: conservare il carattere dell’appartamento, valorizzare travi, serramenti e parquet, e allo stesso tempo costruire una casa pratica, abitabile, pronta per essere usata ogni giorno.

Il cantiere non è ancora finito, ma la direzione è chiara: meno oggetti messi lì, più scelte pensate e funzionali alle necessità.

09/06/2026

IMBIANCATURA

Ora è il momento di dedicarsi alle superfici, ai colori e alla luce.

Il cantiere è ancora presente, con lampadine provvisorie, attrezzi, protezioni e dettagli da completare. Ma la direzione è ormai chiara: un appartamento che unisce colore, recupero, efficienza e carattere, senza cancellare ciò che lo rende unico.

Le pareti principali sono state lavorate con una tinta chiara e calda, scelta per amplificare la luce naturale e accompagnare il pavimento in legno senza creare contrasti rigidi. Lo zoccolino grigio introduce invece una linea più tecnica e pulita: protegge la base delle pareti, definisce il perimetro degli ambienti e richiama il colore dei serramenti interni recuperati.

Nella camera è stata mantenuta una scelta più decisa: l’arancione esistente diventa un segno forte, caldo, quasi teatrale. Una stanza con carattere, dove il colore non fa da sfondo ma costruisce atmosfera. Qui la luce che entra dalla finestra accende le superfici e crea un ambiente più intimo, energico e riconoscibile.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla zona cucina. Dietro il futuro arredo è stato previsto uno smalto lavabile, più resistente e adatto a una parete soggetta a uso quotidiano, schizzi, pulizia e manutenzione. È una scelta pratica, ma anche estetica: la superficie rimane continua, ordinata, senza appesantire l’ambiente con rivestimenti superflui.

La qualità della pittura si vede nei dettagli: nei raccordi tra pareti e soffitti, negli imbotti delle finestre, nelle nicchie, nei controsoffitti tecnici e nei punti in cui gli impianti verranno completati con placche, corpi illuminanti e finiture definitive. Sono quelle zone dove il lavoro deve essere preciso, perché ogni imprecisione, alla fine, si vede.

Un altro passaggio importante riguarda le travi in legno originarie. Dopo il recupero e la pulizia, verranno trattate con impregnante, così da proteggerle e valorizzarne la materia. Il legno rimane protagonista: non viene coperto, non viene “normalizzato”, ma riportato dentro il progetto come memoria viva dell’edificio.

05/06/2026

IMPIANTO ELETTRICO

prende forma il nuovo impianto elettrico, studiato insieme ai controsoffitti e alla distribuzione della luce.

Faretti, punti luce e predisposizioni sono stati collocati seguendo gli spazi, i passaggi e le diverse funzioni della casa. L’illuminazione accompagna così l’architettura, valorizzando le nicchie, i soffitti tecnici e il dialogo con le travi in legno recuperate.

La progettazione dei controsoffitti ha permesso di integrare impianti e corpi illuminanti con linee pulite, mantenendo leggibili i volumi e nascondendo ciò che deve lavorare in silenzio.

L’impianto utilizza la serie Living Now, con comandi evoluti e gestione da remoto. Il sistema consente il controllo dei carichi elettrici, aiutando a monitorare i consumi e a gestire l’abitazione in modo più semplice ed efficiente.

Anche il comfort climatico segue la stessa logica: riscaldamento e raffrescamento sono affidati a una pompa di calore aria-aria, integrata nel controsoffitto e pensata per garantire benessere durante tutto l’anno.

Tecnologia, luce ed efficienza energetica diventano quindi un unico progetto.

Perché una casa contemporanea non deve mostrare tutti i suoi impianti: deve farli funzionare bene, consumare meno e lasciare spazio all’architettura.

03/06/2026

RECUPERO PORTE INTERNE E SERRAMENTI

Le porte interne e i serramenti esistenti sono stati conservati e sottoposti a un accurato intervento di recupero.

Le superfici sono state carteggiate, ripulite e preparate per ricevere il nuovo ciclo di finitura.

Successivamente sono state applicate due mani di smalto opaco nel colore grigio originario, scelto per restituire uniformità agli elementi e mantenere il carattere autentico dell’appartamento.

Cornici, modanature, pannellature, vetri lavorati e ferramenta tornano così a essere parte integrante del progetto, conservando i segni e le proporzioni della loro storia.

Il grigio dialoga con il parquet recuperato, con le pareti chiare e con le travi in legno, accompagnando la luce che entra dalle grandi aperture affacciate sul centro di Intra.

Recuperare, in questo caso, significa evitare sostituzioni inutili e riconoscere il valore di materiali costruiti per durare.

Un lavoro preciso e artigianale, capace di trasformare porte e serramenti esistenti in elementi pienamente contemporanei, senza cancellarne l’identità.

30/05/2026

riparazione PARQUET E LAMATURA (parte 2)

La luce entra dalle grandi finestre e il pavimento ricomincia a dialogare con le pareti, con i serramenti storici e con i soffitti in legno recuperati.

Il parquet, oggi, è esattamente una superficie ricucita, pronta a tornare casa.

Prima di tutto un lavoro di riparazione puntuale.

Dove sono stati demoliti i muri interni, la pavimentazione aveva inevitabilmente lasciato dei vuoti, delle interruzioni, delle tracce evidenti del vecchio impianto distributivo della casa. Prima di procedere con la levigatura generale, è stato quindi necessario intervenire con una vera opera sartoriale di ricucitura.

Le nuove porzioni di parquet sono state inserite una ad una, seguendo il disegno esistente, rispettando l’orientamento delle doghe, le proporzioni e il ritmo della pavimentazione originale. Un lavoro lento, preciso, quasi invisibile nella sua intenzione: far sì che il pavimento torni a raccontarsi come un’unica superficie.

Solo dopo questa fase di riparazione è iniziata la lamatura della zona giorno. La macchina ha rimosso lo strato superficiale segnato dal tempo, dal cantiere e dalle lavorazioni precedenti, riportando alla luce la materia viva del legno.

CÀ INTRA

22/05/2026

COMPLETATI GESSI E CARTONGESSI

Il legno racconta la storia dell’edificio.
Il cartongesso costruisce la precisione del nuovo abitare.

Ora la piccola bomboniera comincia a prendere forma e le sue linee risultano più visibili…

Un cartomgesso che mette ordine integrando gli impianti e ricavando nuovi volumi tecnici e di arredo, ma soprattutto dialoga con il soffitto in legno esistente, che rimane l’elemento più forte dell’intero intervento.

Il lavoro è stato eseguito con attenzione nei raccordi, nelle quote e nei dettagli. Le velette seguono il perimetro delle stanze, accompagnano il passaggio degli impianti e lasciano libera la lettura delle travi e dell’assito ligneo. Il risultato cercato è chiaro: far convivere la materia storica della casa con le nuove esigenze di comfort contemporaneo.

Particolare cura è stata dedicata all’integrazione della macchina di condizionamento INNOVA, inserita all’interno del nuovo sistema in cartongesso. L’unità tecnica viene così avvolta dall’architettura, senza restare un elemento estraneo alla stanza.

È stata inoltre realizzata una libreria in quota, un volume alto e funzionale che sfrutta lo spazio disponibile sopra la linea abitabile. Una soluzione utile, ma anche architettonica, perché trasforma una necessità tecnica in occasione di progetto.

Completate anche le pareti della cucina, pronte ad accogliere il nuovo arredo. In questa zona sono state ricavate nicchie e spessori su misura, pensati per utilizzare al meglio ogni centimetro e per preparare un inserimento ordinato dei mobili, degli impianti e delle finiture.

CÀ INTRA

20/05/2026

RIVESTIMENTI BAGNO _ fase 1

L’intervento, anche grazie a questa lavorazione, prende il volo e vede la luce “in fondo al tunnel”.

Le piastrelle, grandi lastre 75×150, vengono tagliate con maestria e posate con ventose da un solo lavoratore perchè gli spazi sono ristretti: solo 4 ne bastano per coprire il pavimento.

Distanziatori fondamentali per la posa di questi elementi rettificati.

Altrettanta cura nella formazione dell’alzata d’ingresso al bagno che farà contrasto con il parquet della zona giorno.

Questa è ancora una fase intermedia, la “fase 1”.

Prossimamente, coordinandosi con gessista e parquettista, riprenderanno i lavori di rivestimento: stesso formato nella maggior parte delle pareti, tranne dietro il lavandino dove verrà installato un elemento a SAVOIARDO!

CÀ INTRA

12/05/2026

INTERVENTO IN QUOTA

La piattaforma aerea è stata utilizzata anche per una seconda esigenza: l’approvvigionamento del cantiere ai piani superiori. Il dislivello di due piani rendeva poco efficiente il trasporto manuale di materiali e attrezzature. Abbiamo quindi coordinato le due operazioni nella stessa giornata, ottimizzando tempi, sicurezza e costi di noleggio.

Un ringraziamento a Cambio Rapido Verbania, azienda fornitrice della piattaforma, per la disponibilità e il supporto operativo in una fase delicata del cantiere, che ha permesso di unire manutenzione, logistica e sicurezza dentro un’unica operazione ordinata.

Quando il cantiere sale in quota, ogni movimento va pensato prima.

In facciata si è reso necessario un intervento puntuale per alcuni ritocchi localizzati: piccole riprese, controlli ravvicinati, correzioni di materiale e colore per restituire continuità alla superficie esterna dell’edificio.

Sono lavorazioni che da terra possono sembrare minime, ma che in realtà richiedono attenzione: tono dell’intonaco, grana, assorbimento della luce, rapporto con le cornici, i serramenti e le parti storiche della facciata. Ogni intervento deve integrarsi con l’esistente, senza creare stacchi evidenti.

CÀ INTRA

11/04/2026

C & C… cartongessi e colori

Le strutture in cartongesso stanno prendendo posizione: telai metallici, lastre, velette tecniche e controsoffitti iniziano a disegnare i nuovi volumi interni.

In questo intervento il cartongesso ha una doppia funzione: da una parte permette di organizzare gli impianti, nascondere passaggi tecnici, integrare le unità aria/aria e preparare l’illuminazione. Dall’altra diventa uno strumento architettonico: abbassa, incornicia, guida lo sguardo e lascia respirare ciò che merita attenzione.

Il punto più delicato è proprio il dialogo con i soffitti lignei esistenti. Le travi, riemerse durante le lavorazioni, raccontano la storia dell’edificio: legno vero, segnato dal tempo, con più di un secolo sulle spalle. Il nuovo controsoffitto si ferma, si arretra, costruisce una cornice tecnica attorno a questa memoria, senza coprirla.

Intanto il cantiere entra anche nella fase del colore. I serramenti esistenti, oggi in un grigio spento e consumato, diventano il riferimento per una scelta più precisa: una gamma di grigi chiari, morbidi, leggermente polverosi, capace di stare bene con il legno antico e con le nuove superfici bianche.

Le prove colore non sono un dettaglio finale. Sono già progetto. Serramenti, porte interne, zoccolini e pareti devono parlare la stessa lingua. Il grigio può dare continuità e misura; il giallo, dosato con attenzione, può diventare accento luminoso, piccolo segno contemporaneo dentro un involucro storico.

Qui il cantiere sta facendo esattamente questo: mette ordine, prepara gli impianti, pulisce le linee e comincia a costruire l’atmosfera finale. La parte tecnica lavora dietro le quinte, mentre travi, luce e colore iniziano a prendersi la scena.

Verbania
CÀ INTRA

25/03/2026

LAMATURA PARQUET (parte 1)

Nel soggiorno, ancora in corso le lavorazioni, abbiamo un punto delicato da lavorare, dopo la demolizione del tavolato interno che lascia una traccia netta sul pavimento. Si procede con un taglio preciso e lineare del parquet esistente

Seguirà la rimozione controllata della fascia interessata e la preparazione del sottofondo: è un lavoro chirurgico che se sbagli di pochi millimetri, lo vedi per sempre.

Dopo il taglio, inseriremo il nuovo parquet con l’obiettivo di non far percepire l’intervento procedendo con:

  • scelta di un rovere compatibile per tono e venatura

  • orientamento coerente con la posa esistente

  • lavorazione calibrata in fase di lamatura finale

Abbiamo deciso di mantenere il legno e la sua storia

Il pavimento esistente è un parquet in rovere, essenza stabile, resistente e con una venatura regolare ma mai banale. Si tratta di una posa a correre con listelli di piccolo formato.

Una dimensione che oggi si utilizza meno, ma che ha un grande valore:
crea una superficie vibrante, materica, capace di assorbire la luce senza risultare piatta.

Il colore originale è un rovere chiaro naturale, leggermente ingiallito dal tempo e dall’ossidazione delle vecchie finiture.

Nella camera da letto si è eseguita la lamatura: un intervento profondo che consiste nel rimuovere lo strato superficiale (vecchie vernici, segni di usura, micro deformazioni, ecc..) per riportare il legno alla sua materia viva uniformando una superficie che ha vissuto, senza renderla artificiale.

Il risultato che cerchiamo non è “nuovo”, ma autentico.

Verbania
CÀ INTRA

19/03/2026

CARTONGESSI: pareti e controsoffitti

Quel controsoffitto non è solo un segno architettonico, ma è lì che passano impianti di illuminazione, distribuzioni elettriche e sistema aria/aria, per portare questo immobile a una nuova efficienza energetica, fino alla classe A, senza tradire la sua identità.

UN APPARTAMENTO IN CLASSE A NEL CENTRO STORICO… è una sfida molto importante che siamo sicuri di vincere, ottenendo una casa che mantiene il suo carattere storico, migliorando radicalmente le prestazioni lavorando in silenzio, senza farsi vedere

La lavorazione che si vede poco, spesso, è quello che conta di più…

Questa fase è quella dove si costruisce l’equilibrio tra estetica, tecnica e comfort.

QUANDO IL NUOVO INCONTRA IL TEMPO…

Ci sono momenti in cantiere in cui si sta scegliendo come far convivere due epoche: le strutture a secco in cartongesso iniziano a definire gli spazi: pareti, quinte, ribassamenti.

Ma c’è altro: una struttura in legno che ha più di 100 anni… non è solo un soffitto ma una memoria!

E la scelta progettuale è stata chiara fin dall’inizio: non coprire, non nascondere, ma dialogare.

Il cartongesso lascia respirare il legno, disegna una nuova geometria più pulita e controllata, ma riconosce il valore dell’esistente. È una linea contemporanea che si appoggia con rispetto a una materia viva, irregolare, autentica… mettiamo il passato in condizioni di continuare a parlare.

Verbania
CÀ INTRA

13/01/2026

LE DEMOLIZIONI

Le demolizioni mirate

In un edificio d’epoca come il Palazzo dell’Orologio, ogni fase di cantiere richiede un equilibrio tra operatività e tutela del contesto. La rimozione delle parti incongrue consente ora di leggere con maggiore chiarezza i volumi originari e prepara il terreno per le successive fasi di progetto, in cui il nuovo bagno verrà ripensato come uno spazio funzionale, discreto e coerente con il carattere dell’appartamento.

Con la conclusione di questa fase, Cà Intra avanza nel suo percorso di trasformazione, liberando lo spazio necessario per accogliere una nuova configurazione impiantistica e architettonica, pensata per durare nel tempo.

Verbania
CÀ INTRA

Con l’avvio del cantiere di Cà Intra, il progetto entra nella sua fase più rivelatrice: quella delle demolizioni controllate, in cui lo spazio inizia a raccontare la propria storia.

La rimozione del controsoffitto ha restituito alla vista le antiche travi lignee, elementi strutturali centenari, rimasti nascosti per decenni ma ancora capaci di raccontare il tempo e la manualità che li hanno generati. Travi che non saranno sostituite, ma recuperate e valorizzate, diventando parte integrante del nuovo racconto abitativo, come testimonianza autentica dell’identità dell’edificio.

Il controsoffitto rimosso era realizzato in cannucciato, una tecnica tradizionale ampiamente utilizzata negli edifici storici. Si tratta di un sistema autoportante, costituito da cannette palustri intrecciate e legate con filo in cordame naturale, successivamente intonacate con malte a base di calce o materiali affini. Una soluzione leggera, flessibile e compatibile con le strutture lignee, che per molti anni ha svolto la funzione di regolarizzazione delle superfici e di supporto all’intonaco.

La demolizione del cannucciato, eseguita con attenzione, ha permesso di riportare in luce la struttura originaria del solaio, aprendo la strada a una fase fondamentale del progetto: la verifica dello stato di conservazione, la lettura delle stratificazioni storiche e la definizione degli interventi di recupero.

Questa prima fase di cantiere conferma l’intento del progetto: non cancellare, ma comprendere, non sovrapporre, ma dialogare con ciò che esiste. Cà Intra inizia così il suo percorso di trasformazione, partendo dalla materia e dalla memoria, per costruire un’abitazione contemporanea capace di restituire valore alla sua storia.

03/01/2026

INIZIO DEI LAVORI: LE DEMOLIZIONI

Verbania
CÀ INTRA

26/09/2025

PRESENTAZIONE

  • Racconto del luogo: attraverso la narrazione architettonica del progetto, Cà Intra vuole testimoniare una continuità storica — non una semplice ristrutturazione, ma un dialogo con la memoria urbana di Intra.

Caratteristiche principali

  • Tipologia: trilocale (zona giorno, due camere, servizi)

  • Superficie: dimensioni compatte, razionalizzazione degli spazi

  • Vista/affacci: parziale vista lago da finestre selezionate

  • Materiali: legno, intonaci armati, porte interne doppia anta, finestre con “inglesi"

  • Dettagli storici: elementi architettonici originali recuperati, su tutti i solai in legno

  • Tecnologia: impianti efficienti integrati con discrezione, con sistemi smart essenziali. No gas ma tutto sarà trasformato in elettrico

  • Target: un appartamento luxury in un meraviglioso contesto

Valore progettuale

Cà Intra non sarà solo un appartamento ristrutturato: è un’opera di rigenerazione identitaria. Ogni scelta è pensata per rispettare l’impronta storica, dialogare col contesto, confrontarsi con il lago e il centro storico, ma soprattutto il benessere abitativo. Il progetto vuole essere un ponte tra passato e presente, offrendo l’esperienza di vivere dentro la storia locale, con tutte le comodità attuali.

Nel cuore del centro storico di Verbania Intra, all’interno dell’antico Palazzo Pretorio, nasce Cà Intra: un trilocale che unisce anima storica e comfort contemporanei. Un progetto di recupero pensato per accogliere viaggiatori e offrire un’esperienza autentica, con scorci parziali sul Lago Maggiore e radici profonde nella memoria civica locale.

Cà Intra è collocato nel tessuto storico di Verbania Intra, in un edificio d’epoca riconosciuto come Palazzo Pretorio, ora nominato Palazzo dell’Orologio.

In passato nell’edificio si svolgevano funzioni civiche per la comunità locale: dopo la fusione tra Intra e Pallanza la sede del municipio si è trasferita; oggi l’ex Palazzo Pretorio è in parte sede del Circolo dei Lettori, mentre dall’ingresso laterale si accede agli appartamenti, 4, che mantengono il loro carattere storico, a partire dal vano scala comune.

Il progetto che abbiamo acquisito ha l’intento di ridare vita a uno spazio abitativo di pregio, rispettando la memoria architettonica e il valore narrativo del luogo: un appartamento che è stato abitato fino a pochi mesi fa ma, secondo noi, non pienamente valorizzato.

Obiettivo dell’intervento

  • Recupero e valorizzazione: conservare gli elementi caratteristici (porte, materiali originali, spessore murario) dove possibile, intervenendo solo dove necessario. Vorremmo recuperare il soffitto ligneo che, si prevede, sia presente ma ora nascosto da controsoffitto.

  • Comfort contemporaneo: impianti moderni, finiture curate e soluzioni di domotica leggera, per garantire un livello abitativo adeguato al target.

  • Esperienza spaziale: pur trattandosi di un piccolo trilocale, lavoriamo con la luce e le visuali per far percepire ampiezza e connessione con il contesto urbano e naturale.