CURON & GLORENZA

Due luoghi vicini, due modi opposti di raccontare il tempo. A Curon resta solo un campanile a testimoniare il paese sommerso dalle acque del Lago di Resia; a Glorenza, invece, mura, porte e tessuto urbano conserveranno ancora la forma della città storica. Architetture che, in modi diversi, continueranno a raccontare ciò che è stato.

LA MEMORIA

Un campanile rimasto a segnare il luogo dove un tempo esisteva un paese. L’architettura sopravvive alla trasformazione del territorio e diventa memoria visibile di ciò che non c’è più.

LE MURA

A Glorenza succede quasi l’opposto: mura, porte e torri hanno conservato il disegno della città, mantenendo ancora leggibile il rapporto tra spazio urbano e sistema difensivo.

IL PAESAGGIO

Acqua, montagne e un unico elemento costruito. Oggi sembra un paesaggio naturale, ma è il risultato di una profonda trasformazione operata dall’uomo.

LA CITTA’

Dentro le mura cambia la scala. Portici, facciate, passaggi e piccoli spazi pubblici compongono un tessuto compatto da attraversare lentamente, lasciando per qualche minuto la Guzzi fuori dalla porta.