Un ritrovamento inaspettato…

Qualche volta è l’edificio a restituire qualcosa che nessuno stava cercando…

Durante le lavorazioni sulle murature interne è riemersa questa piccola immagine devozionale della Madonna con Bambino, rimasta per anni all’interno di un edificio che nel frattempo aveva continuato a trasformarsi.

Probabilmente si tratta di una testimonianza semplice, popolare, nata per essere guardata ogni giorno più che per essere esposta: la Vergine è rappresentata frontalmente, incoronata, con il Bambino in braccio. Un grande manto dorato costruisce quasi una mandorla intorno alle due figure, mentre l’azzurro del fondo e della veste contrasta con i toni rossi e ocra.

La pittura è essenziale. I tratti sono immediati, le proporzioni ingenue, i colori stesi senza la ricerca di raffinatezza propria della pittura accademica. Ed è proprio questo a renderla interessante: racconta una religiosità domestica e quotidiana, probabilmente legata alle persone che hanno abitato questi spazi.

Nella parte inferiore rimangono alcune lettere di un’iscrizione ormai difficile da decifrare; sembra potersi leggere un riferimento a un “miracolo”, elemento che potrebbe aiutare in futuro a identificare con maggiore precisione l’immagine rappresentata.

Una prima lettura puramente stilistica potrebbe collocarla, con molta prudenza, tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Una datazione più precisa richiederebbe però uno studio diretto della superficie, degli intonaci e degli eventuali strati sottostanti.

Il punto, almeno per noi, è un altro: quella parete contiene una storia e quando un edificio antico decide di raccontarne una, il progetto deve avere almeno la sensibilità di fermarsi ad ascoltarla. Per questo l’immagine rimarrà.

Non sarà perfetta, non sarà nuova e probabilmente non è mai stata un’opera importante, ma appartiene a questa casa.

E questo, nel nostro progetto, è più che sufficiente.

Limido Comasco

STUDIOS CO

Una costruzione a secco ben progettata consente infatti di lavorare in maniera ordinata, coordinando le diverse lavorazioni e mantenendo grande precisione anche all’interno di un edificio storico, dove muri fuori squadra, spessori differenti e geometrie irregolari fanno parte del lavoro quotidiano.

Nelle fotografie il contrasto è evidente: da una parte le vecchie murature in mattoni e pietra, lasciate ancora completamente leggibili; dall’altra i nuovi profili metallici e le superfici regolari delle lastre.

Vecchio e nuovo non cercano di assomigliarsi. Lavorano insieme.

Ed è proprio qui che il progetto comincia a mostrare la sua logica: le nuove pareti non sono semplicemente divisori, ma costruiscono corridoi, ingressi, aperture, visuali e relazioni tra gli ambienti.

Il cantiere cambia velocemente.

Fino a pochi giorni fa vedevamo un grande volume quasi completamente aperto.

Adesso iniziamo a vedere stanze.

E da questo momento, centimetro dopo centimetro, il progetto comincia finalmente ad assomigliare alla casa che avevamo disegnato.

Dopo strutture, demolizioni e lavorazioni sull’esistente, arriva una delle fasi in cui il progetto comincia davvero a diventare leggibile.

Abbiamo iniziato la realizzazione delle nuove pareti interne a secco, che definiranno distribuzione, passaggi e proporzioni degli ambienti.

La tecnologia scelta prevede una struttura metallica da 75 mm, rivestita con doppia lastra in cartongesso. All’interno della parete verrà successivamente inserita lana di roccia, dopo il completamento del passaggio degli impianti.

La sequenza è importante.

Prima vengono tracciate con precisione le nuove divisioni, controllando quote, allineamenti, vani porta e rapporti con le murature esistenti. Poi si realizza l’ossatura metallica, si procede con la prima chiusura delle pareti e si lascia la struttura accessibile dove devono ancora transitare impianti elettrici, idraulici e tecnologici.

Solo successivamente verranno completati isolamento interno e seconda faccia delle pareti.

07/08/2026

Le pareti a secco…

29/07/2026

Si completa la struttura del soppalco…

e decidiamo che verrà lasciato a vista!

Limido Comasco

STUDIOS CO

È un intervento apparentemente semplice da vedere a struttura ultimata, ma che richiede precisione durante ogni fase: apertura delle sedi nella muratura, movimentazione degli elementi, posizionamento, messa in bolla, fissaggio e assistenze murarie.

Il risultato è una struttura volutamente essenziale, leggera nella percezione ma strutturalmente ben definita, capace di inserirsi all'interno di un involucro storico caratterizzato da murature irregolari, mattoni pieni e geometrie costruite nel tempo.

Ed è proprio questo contrasto che ci interessa: la muratura esistente racconta la storia dell’edificio, l’acciaio introduce il nuovo intervento senza imitarla.

Ora il disegno del soppalco è completo.

Il prossimo passaggio sarà la formazione del piano di calpestio, che trasformerà questa carpenteria in un vero nuovo livello abitabile e permetterà di percepire definitivamente volumi, altezze e rapporti tra gli spazi.

Con il completamento della carpenteria metallica del futuro soppalco, all’interno dell’edificio è ormai possibile leggere con chiarezza quello che sarà il nuovo assetto degli ambienti.

Dopo la preparazione delle murature e la realizzazione delle tasche nella muratura portante in mattoni pieni, abbiamo completato la posa della struttura principale in acciaio, verificando progressivamente quote, livelli, allineamenti e geometrie di progetto.

Le travi principali lavorano insieme ai tubolari secondari che andranno a sostenere il futuro piano di calpestio. Dove necessario, gli elementi metallici entrano direttamente nella muratura esistente; negli altri punti la struttura trova appoggio sui nuovi elementi verticali in acciaio.

08/07/2026

La nuova FACCIA dell’edificio

Limido Comasco

STUDIOS CO

La facciata è il primo elemento che racconta un immobile. Prima ancora di entrare, di conoscere gli spazi e di scoprire il progetto, è lei a dare la prima impressione.

Per questo abbiamo dedicato particolare attenzione al completamento dei prospetti del piano primo e del piano secondo, lavorando per restituire ordine, uniformità e carattere all’edificio, nel rispetto del contesto storico in cui si inserisce.

La preparazione del fondo ha previsto la posa di due mani di rasante con rete di armatura, necessarie per consolidare e regolarizzare le superfici esistenti. Contemporaneamente sono stati squadrati con precisione tutti i vani architettonici, preparando le aperture per l’installazione dei nuovi serramenti e dei futuri oscuranti.

La finitura è stata realizzata con pittura ai silicati, scegliendo una tonalità coerente con quella degli edifici adiacenti. Una scelta che permette al fabbricato di ritrovare continuità con il fronte urbano, senza perdere la propria identità.

Anche gli elementi secondari hanno avuto un ruolo determinante.:

  • la gronda in legno è stata carteggiata e riverniciata in color noce

  • il vecchio sistema di smaltimento delle acque è stato completato con un nuovo pluviale in lamiera preverniciata color testa di moro, come previsto dal piano colore del centro storico.

Il piano terra resta volutamente incompleto. Prima della finitura definitiva sarà necessario terminare gli impianti e tutte le lavorazioni che interessano la parte bassa della facciata. Tra il piano terra e il piano primo verrà inoltre realizzato un marcapiano, studiato anche per consentire l’esecuzione del silicato senza interruzioni disordinate o riprese visibili.

Oggi la parte superiore dell’edificio è completata e il cambiamento è già evidente.

La facciata ha ritrovato proporzioni, colore e dignità. È una nuova faccia, pronta ora ad accogliere serramenti, oscuranti e tutti quegli elementi che la vestiranno definitivamente.

Perché la prima impressione conta. E in questo caso è soltanto l’inizio: dietro questa nuova immagine stanno prendendo forma spazi, strutture e dettagli destinati a trasformare completamente l’immobile.

03/07/2026

L’ammezzato prende forma…

Limido Comasco

STUDIOS CO

Oggi si lavora in quota, dentro la materia vera dell’edificio: murature portanti in mattoni pieni, travetti esistenti, copertura lignea e nuova struttura metallica.
L’obiettivo è realizzare l’ossatura del futuro soppalco, o meglio dell’ammezzato, che andrà a recuperare volume utile e a dare una nuova lettura agli spazi interni, facendo dialogare una struttura nuova con un edificio esistente, con tutte le sue irregolarità, le sue murature storiche, i suoi fuori squadro e la sua identità.

La struttura è stata studiata con tubolari metallici 160x80 mm, spessore 4 mm, posati secondo misure, quote e allineamenti di progetto.

Nasce tutto con l’assistenza muraria per la formazione delle tasche nelle pareti portanti. Piccole aperture, ma decisive.
Sono i punti in cui i tubolari entrano nella muratura in mattoni pieni, andando a cercare appoggio, contrasto e continuità.

Nelle immagini si vede bene questa fase: i tubolari ancora a terra, pronti per essere sollevati; le tasche aperte nella muratura; poi i profili che iniziano a trovare la loro posizione definitiva.


Si verificano allineamenti, quote, distanze, punti di appoggio e interferenze con l’esistente.
Il solaio superiore, con i travetti sottostanti, viene letto e rispettato: le piastre di fissaggio sono pensate proprio per “abbracciare” la struttura esistente, distribuendo correttamente i punti di collegamento e rendendo il sistema più ordinato e controllabile.

È una carpenteria che sembra semplice solo quando è già montata: è questo il bello!

Fino a ieri il volume era ancora tutto da immaginare: oggi, con i profili metallici in posizione, il soppalco inizia a disegnarsi nell’aria.

Le linee nere della struttura tagliano il vuoto, si appoggiano alle murature, dialogano con il tetto in legno e trasformano il cantiere in una specie di disegno tridimensionale.
Si capisce dove passerà il piano di calpestio, dove cambierà la percezione dell’altezza, dove nascerà il nuovo livello.

Adesso siamo quasi pronti per il passo successivo: il piano di calpestio dell’ammezzato.

Sotto c’è una struttura metallica impostata.
Dentro i muri ci sono gli incastri.
A pavimento ci sono le piastre e i fissaggi.
Sopra, il tetto esistente continua a raccontare la storia dell’edificio.

In mezzo, il nuovo soppalco sta trovando il suo posto.

Ed è proprio qui che il cantiere diventa interessante: quando il progetto smette di stare solo sulla carta e comincia a occupare spazio, centimetro dopo centimetro, tubo dopo tubo, bolla dopo bolla.

01/07/2026

Attacco al piede, VESPAIO e gas radon

quando gli “sgabelli” fanno un lavoro serio

Limido Comasco

STUDIOS CO

Questa volta siamo al piano terra, nel punto più delicato di tutti: l’attacco al piede: la costruzione incontra il terreno e si gioca una partita fondamentale contro umidità, risalite, dispersioni, infiltrazioni e, tema tutt’altro che secondario, gas radon.

E allora entrano in scena loro: gli ”SGABELLI”.

Li chiamiamo così in cantiere, con un po’ di ironia, perché a guardarli sembrano davvero una distesa ordinata di piccoli supporti neri, ma il loro compito è molto più serio: sono gli elementi del vespaio aerato, altezza 20 cm, posati per creare una camera d’aria continua sotto il nuovo pavimento; una intercapedine tecnica, nascosta ma fondamentale.

  • prima la preparazione del fondo

  • poi il massetto di pulizia da 5 cm, necessario per regolarizzare il piano di posa e dare una base stabile al sistema

  • successivamente vengono posati gli elementi del vespaio, uno accanto all’altro, con ordine quasi militare

  • sopra, la rete elettrosaldata

  • infine la caldana in cemento da circa 4/5 cm, che chiude il pacchetto e crea il nuovo piano strutturale di partenza.

Il vespaio serve a staccare fisicamente il pavimento dal terreno, migliorando il comportamento dell’edificio contro l’umidità e contribuendo alla salubrità degli ambienti interni. Ma soprattutto diventa una prima linea di difesa contro il radon, gas naturale che può risalire dal sottosuolo e infiltrarsi negli edifici attraverso fessure, giunti, crepe e punti deboli a contatto con il terreno.

Naturalmente il vespaio da solo non è una bacchetta magica:

  • Sigillare bene fessure, giunti e passaggi impiantistici.

  • Prevedere membrane anti-radon dove necessario, continue e correttamente risvoltate.

  • Organizzare tubazioni o punti di aspirazione che possano intercettare l’aria sotto la fondazione e portarla all’esterno, evitando che trovi la strada più facile verso gli ambienti abitati.

Il dettaglio tecnico, in questi casi, è la differenza tra “abbiamo fatto un vespaio” e “abbiamo costruito un sistema che lavora davvero”.

Nelle foto si vede bene il cantiere nella sua fase più cruda: murature scrostate, impianti in attesa, tubazioni che emergono, rete metallica, cemento fresco e questi “sgabelli” neri che coprono progressivamente tutta la superficie.

È una fase sporca, umida, poco fotogenica ma è anche una fase bellissima, perché racconta il momento in cui la casa viene messa in condizione di durare.

Gli sgabelli, insomma, non arredano.
Ma tengono in piedi una parte fondamentale del progetto.

Limido Comasco

STUDIOS CO

24/06/2026

Ponteggio montato… tutto pronto per la nuova facciata!

Ora tutti ci vedono… è stato posato il ponteggio.

L’edificio cambia volto ancora prima che inizi davvero il rifacimento della facciata: la casa viene avvolta, protetta, messa in sicurezza. Dietro ai teli e alla struttura metallica comincia il lavoro vero: controlli, preparazioni, demolizioni localizzate, ripristini e finiture.

E, come sempre, anche in cantiere un sorriso non guasta: qualche fotomontaggio, un’immagine ironica, un modo leggero per raccontare una fase tecnica. Ma la sostanza resta seria: sicurezza, ordine e programmazione.

Il ponteggio è stato predisposto con tutti gli elementi necessari per lavorare correttamente:

  • mantovana di protezione, per tutelare il passaggio sottostante e mettere in sicurezza l’area di lavoro;

  • illuminazione notturna, indispensabile per rendere il ponteggio ben visibile anche nelle ore serali;

  • telo di contenimento, utile a limitare la dispersione di polveri, piccoli materiali e residui durante le lavorazioni;

  • chiusura e delimitazione dell’area, per mantenere il cantiere controllato e leggibile anche su strada.

Sono dettagli che spesso passano inosservati, ma fanno la differenza tra un cantiere improvvisato e un cantiere gestito con metodo.

La facciata, da qui in avanti, potrà essere affrontata in sicurezza e con la giusta accessibilità. Il ponteggio è lo strumento che permette di lavorare bene, arrivare ovunque, controllare ogni punto e costruire il risultato finale senza scorciatoie.

La rete è montata, la strada è protetta, il prospetto è in attesa.

Si parte, a giorni, con il rifacimento della facciata.

Limido Comasco

STUDIOS CO

23/06/2026

SI COMINICIA… Allacciamenti, scavi e smaltimenti

Siamo partiti carichi, positivi, rapidi e chirurgici: ogni intervento era già stato pensato, discusso e pianificato da tempo e tutto ora è più semplice.

Il cantiere inizia come una spedizione esplorativa: si scende sotto la superficie, si apre il pavimento, si legge quello che l’edificio custodiva da anni e si prepara il terreno per ciò che verrà.

Abbiamo completato gli allacci della fognatura e dell’acqua, con la posa delle nuove tubazioni e la verifica dei collegamenti. Sono lavori che resteranno nascosti, ma che rappresentano la parte più seria e responsabile dell’intervento.

Poi è entrato in scena il mini escavatore: compatto, preciso: ha iniziato la demolizione del massetto controterra per permettere la futura formazione del vespaio. Terra, pietre, vecchi getti, spessori da controllare: il cantiere si è aperto come una sezione viva, mostrando ciò che normalmente resta sotto i piedi.

Prima di procedere, abbiamo tirato i piani del metro, fondamentali per verificare gli spessori disponibili e controllare la nuova stratigrafia condivisa in cantiere con l’impresa esecutrice. È il momento in cui il disegno tecnico diventa misura reale: ogni centimetro viene verificato, ogni livello trova la propria posizione, ogni quota prepara il lavoro successivo.

La stratigrafia prevista racconta già la nuova vita del piano terra: preparazione del fondo, vespaio aerato, cappa collaborante con rete, massetti e finiture. Uno sopra l’altro, questi strati costruiranno una base più salubre, ordinata e tecnicamente corretta.

Nel frattempo abbiamo messo in sicurezza anche l’alimentazione elettrica del cantiere con un nuovo contatore certificato, così da consentire l’utilizzo corretto della strumentazione durante le lavorazioni. In attesa della formazione della nicchia definitiva per i futuri contatori elettrici, il cantiere lavora già con un impianto provvisorio adeguato e controllato.


Niente finiture, niente colori, niente arredi. Solo sostanza: allacci, demolizioni, quote, tubazioni, sicurezza, coordinamento.
È da qui che parte tutto.

Prima della bellezza, viene la precisione.
Prima dell’architettura visibile, c’è il lavoro silenzioso che la rende possibile, un lavoro eseguito in collaborazione con GEGA SRL e GUSLINI GIUSEPPE di Cislago.

Limido Comasco

STUDIOS CO

14/04/2026

LO STUDIO DEI RIVESTIMENTI e LA SCELTA DEI SANITARI/RUBINETTERIE

Nei bagni, il rivestimento in gres, i sanitari e la rubinetteria sono elementi che costruiscono lo spazio prima ancora di arredarlo.

Il gres è da considerare come materia che dialoga con la luce, assorbe o riflette, definisce profondità e ritmo: la sua posa diventa progetto.
La distribuzione del rivestimento non è casuale: concentrare l’altezza nelle zone funzionali — doccia e sanitari — significa dare forza ai punti d’uso, creare quinte nette e proteggere le superfici dove serve davvero. Altrove, invece, lasciare “respirare” la muratura, lavorando con uno zoccolino basso, cambia completamente la percezione dello spazio.

Il bianco della parete libera diventa una superficie attiva: riflette la luce, amplifica i volumi, restituisce aria. Un bagno completamente rivestito tende a chiudersi su sé stesso; un bagno che alterna materia e intonaco si espande, anche quando i metri quadrati sono contenuti.

La luce fa il resto: un rivestimento scuro o materico acquista profondità se colpito in modo radente; una superficie chiara si dilata e diventa quasi immateriale. È qui che il progetto trova equilibrio nel modo in cui ogni superficie reagisce alla luce naturale e artificiale.


L’allineamento delle fughe, la continuità tra pavimento e parete, la corrispondenza con gli assi di lavabo, wc e bidet: nulla è lasciato al caso. Quando le fughe sono studiate, lo spazio appare ordinato anche senza arredi. Quando non lo sono, il disordine emerge anche nei progetti più costosi.

Infine lo specchio: grande, proporzionato, mai residuale. È uno strumento progettuale, non un accessorio. Amplifica la luce, raddoppia le prospettive, corregge la percezione delle dimensioni. In molti casi è l’elemento che trasforma definitivamente il bagno, portandolo da spazio tecnico a ambiente architettonico.

Un bagno ben progettato si riconosce subito.

Non per quanto è rivestito, ma per quanto è pensato.

Limido Comasco

STUDIOS CO

07/04/2026

GLI ESECUTIVI

Ci sono momenti in cui un intervento smette di essere un’idea e diventa una responsabilità: è esattamente lì che entrano in gioco gli elaborati esecutivi. Sono lo strumento che trasforma una visione in dati concreti, misurabili, verificabili.

Perché finché si resta nel preliminare, si parla di ipotesi, quando si entra nell’esecutivo, si iniziano a fare i conti veri.

Nel caso di Studios Co, abbiamo scelto una strada chiara: definire tutto prima di partire.

Abbiamo sviluppato nel dettaglio gli schemi dell’impianto elettrico e dell’impianto idraulico.

Ogni punto luce, ogni presa, ogni linea, ogni scarico… non è più una scelta da fare in cantiere.
È una decisione già presa, disegnata, quantificata.

Senza un progetto esecutivo, il preventivo è sempre una stima larga e quando è larga, succede sempre la stessa cosa:

  • o è troppo basso → e poi esplode in corso d’opera

  • o è troppo alto → e blocca decisioni e investimenti

Ora possiamo dire quanto costa davvero costruire!

In un’operazione come questa, gli investitori non stanno comprando solo un immobile, stanno entrando in un processo e quel processo deve essere leggibile.

Gli elaborati esecutivi diventano quindi uno strumento di trasparenza totale:

  • nessun costo nascosto

  • nessuna decisione lasciata al caso

  • nessuna variabile non controllata

Chi investe sa esattamente dove vanno le risorse e soprattutto: perché.

La scelta di eliminare il gas, inoltre, non è solo una presa di posizione, è una semplificazione progettuale ed economica.

Tutto viene concentrato su sistemi elettrici efficienti, coerenti con un obiettivo chiaro: raggiungere classi energetiche alte (A o B) e mantenerle nel tempo.

Alla fine, il tema non è il costo, ma il controllo del costo.

Evitiamo la cosa più pericolosa in un’operazione immobiliare: l’incertezza.

Limido Comasco

STUDIOS CO

02/04/2026

IL PROGETTO

clicca sulle immagini per i dettagli degli APT…

Limido Comasco

STUDIOS CO

Ci sono edifici che aspettano… e chiedono di essere capiti.

Uno spazio frammentato, ambienti senza gerarchia, luce poco valorizzata, energia dispersa.
Abbiamo impostato una strategia architettonica ed economica!

Il progetto prende forma con un’idea chiara: trasformare un unico volume in tre appartamenti autonomi, ciascuno con una propria identità.

Le distribuzioni sono state calibrate per intercettare una domanda reale: abitazioni compatte, efficienti, immediatamente utilizzabili.

Questa operazione funziona perché è semplice: gli investitori entrano all’inizio del processo, acquistando direttamente uno degli appartamenti.
Questo capitale iniziale ci permette di muoverci con velocità, controllo e qualità.

Il risultato è doppio:

  • per noi, libertà operativa e tempi certi

  • per loro, accesso a un immobile a un prezzo competitivo rispetto al mercato

Una volta completato l’intervento, ogni proprietà diventa una leva: può essere abitata, può essere affittata o può essere rivenduta con un margine interessante.
È un’operazione concreta, leggibile, costruita su un bene reale, ma soprattutto sulla fiducia reciproca.

L’edificio passa da una condizione energivora a una prestazione in classe A o B, grazie a un lavoro preciso su involucro, serramenti, impianti e gestione dei consumi, perchè oggi una casa si compra anche per come consuma.

23/03/2026

PRESENTAZIONE