DAY2: Bracciano-Chianti

All’alba lasciamo il lago di Bracciano e raggiungiamo Monterano, dove la natura si sta riprendendo le case e la chiesa abbandonate. Poi i laghi di Vico e Bolsena, prima che la strada si allarghi nella Val d’Orcia.

Colline, poderi, filari di cipressi e strade che disegnano curve. Monticchiello e Pienza raccontano due modi diversi di abitare la stessa terra; poi, oltre i cipressini di San Quirico, la strada sale verso il Chianti.

La 5ina procede piano, dentro un paesaggio che pare grande quanto tutto il viaggio… Fin a Greve e ancor un po’ più su, quasi Firenze!

SILENZIO → STILE → FAMIGLIA → RETTILINEO → ZIG ZAG → ARTE→ OSPITALITA’

Antica Monterano

17/10/2026 ore 7:30

KM 0 - KM 15

LA CITTA’ FANTASMA

Silenzio

La città si è assentata oramai da molto…

Tra i vicoli crescono gli alberi, le case hanno perso il tetto e i muri raccontano ancora la vita di chi abitava Monterano, prima di lasciarla alla fine del Settecento.

Noi arriviamo con la 5ina, piccola e curiosa, e per un attimo il silenzio sembra appartenere anche a noi.

Poi, tra le rovine, San Bonaventura…

La facciata e la fontana sembrano una scena rimasta in attesa del suo pubblico. A disegnarle fu Gian Lorenzo Bernini, lo stesso che a Roma ha immaginato il grande abbraccio del colonnato di San Pietro.

IL BAROCCO e BERNINI

Stile

Qui, però, la sua architettura si fa raccolta: niente piazza gremita, ma il silenzio del borgo e la natura che lentamente torna a circondarla.

e io mi chiedo: Cosa rende abitabile un luogo?

Non basta una chiesa capace di incantare, né un palazzo che attraversa i secoli.

Servono salute, sicurezza, relazioni, un futuro possibile: qui gli abitanti se ne andarono per la malaria e le architetture rimasero, avvolte dal silenzio. Il fuori scala è proprio questo… la distanza tra la bellezza che dura e la vita che altrove ha dovuto ricominciare.

laghi di VICO&BOLSENA

17/10/2026 ore 11:00

KM 15 - KM 85

VICO

Fratello

Da bambini bastava nominare Vico e arrivava subito anche Bolsena: inseparabili, come fratello e sorella.

Vico è quello più tranquillo, raccolto nella sua conca e circondato dai boschi.

Anche lui ha un’origine vulcanica, ma oggi se ne sta lì, discreto, come se aspettasse la sorella che imvece…

BOLSENA

Sorella

… Eccola: Bolsena, con le sue isole e quell’orizzonte aperto davanti. Anche lei ha un’origine vulcanica, ma il suo lago è molto più ampio.

Li ritroviamo insieme, proprio come alle elementari: se nominavi uno, l’altra era già lì. E la 5ina? Naturalmente passa a salutarli entrambi da buona studentessa!

POGGIO COVILI

MONTICHIELLO & PIENZA

17/10/2026 ore 14:00

KM 85 - KM 180

POGGIO COVILI

Rettilineo

Sembrano soldati sull’attenti, o scolari in fila.

I cipressi accompagnano la strada bianca fino al casale.

Una linea ordinata, quasi ostinata, dentro una valle che sembra non finire mai.

Con un po’ di timore la fantasia mi ricorda le Sfingi della Storia Infinita… affianco i cipressi come Atreiu, affidandomi al caso e sperando che restino lì, senza muoversi.

MONTICHIELLO & PIENZA

Zig Zag

Poi la linea si spezza e comincia lo zig-zag.

La strada bianca lascia spazio alle curve che accompagnano la 5ina tra Monticchiello e Pienza.

I borghi appaiono e scompaiono tra le colline: uno medievale, l’altro ripensato come città ideale. Per raggiungerli la strada segue il terreno, curva dopo curva. Serve trovare la nostra misura dentro la forma del paesaggio, nel quale vorremmo perderci…

IL CHIANTI

17/10/2026 ore 17:30

KM 180 - KM 260

I CIPRESSINI E MEGGIATO

Arte

Li ho visti tante volte in foto, ma oggi i Cipressini hanno un ospite inatteso: Germinazione, la scultura di Gianfranco Meggiato.

Sei metri di forme intrecciate al centro del gruppo di alberi, come se questo piccolo teatro all’aperto avesse cambiato scena. La 5ina si ferma lì accanto, minuscola nel paesaggio; io cerco la distanza giusta per guardare insieme i cipressi e l’opera.

Un luogo così riconoscibile può ancora sorprenderci? Basta spostare lo sguardo — e la risposta arriva.

CHIANTI

Ospitalità

Ci sono nomi che fanno viaggiare prima ancora di arrivare. Chianti è uno di questi: colline, vigne, buon vino.

Ma stasera voglio portarmi a casa soprattutto un’altra immagine: la cucina che profuma, un bicchiere versato, una tavola a cui c’è sempre posto anche per chi arriva da lontano. Dopo tanti chilometri, ci sediamo, assaggiamo, brindiamo: la toscanità non è solo un paesaggio da guardare: è un modo generoso di accogliere. La Toscana è famosa in tutto il mondo; viverla così, da ospiti, ci fa sentire fortunati. E un po’ fieri.